My Weblog TUTTA LA MIA VITA di gfeliziani

Fino all’ultimo respiro, fino all’ultima goccia di sangue un nome solo M A M M A

Archivio per 7 Settembre 2008

DEGRADO AMBIENTALE

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

CERVETERI
Perchè. mi chiedo il perchè, un paese così carco di storia, così bello debba perdersi in queste piccolezze.

Amministratori, politici o chi per voi perchè non fate qualcosa per il nostro paese che potrebbe avere molto piu’ turismo, oltre che garantirci una vita migliore.

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SE Rudyard Kipling

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

SE
Rudyard Kipling

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno

La perdono, e se la prendono con te;

Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,

Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;

Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;

Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,

Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,

E a evitare di far discorsi troppo saggi;

Se sai sognare – ma dai sogni sai non farti dominare;

Se sai pensare – ma dei pensieri sai non farne il fine;

Se sai trattare nello stesso modo due impostori

- Trionfo e Disastro – quando ti capitano innanzi;

Se sai resistere a udire la verità che hai detto

Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;

Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,

Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;

Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio

E te lo giochi, all’azzardo, un’altra volta,
E se perdi, sai ricominciare

Senza dire una parola di sconfitta;

Se sai forzare cuore, nervi e tendini

Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,

A tener duro, quando in te nient’altro

Esiste, tranne il comando della Volontà;

Se sai parlare alle folle senza sentirti re,

O intrattenere i re parlando francamente,

Se né amici né nemici riescono a ferirti,

Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;

Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,

Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,

E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

Rudyard Kipling

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BARRIERE ARCHITETTONICHE esempio

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

Oggi, tanto per sgranchire le gambe, decido di fare due passi con l’ausilio dell’ormai inseparabile bastone.

Con stupore noto che due ristoranti molto vini uno con l’altro, e domani documenterò con un video, occupano con i loro tavoli il suolo pubblico in maniera che a stento passa una persona a piedi.
Ora essendo quello un passaggio dove potrebbe passarci un diversamente abile, questo gli viene negato, ma non passa neanche una mamma con il suo bambino seduto nel passeggino senza dover scomodare tutti i commensali.

Mi domando ma la polizia municipale possibile che non veda questo? Possibile che non si possano prendere provvedimenti?
Alla faccia dell’abolizione delle barriere architettoniche
CERVETERI VERGOGNA

1° video girato al mattino

2° vide girato la sere ma uno dei ristorani per mia sfortuna era chiuso per riposo settimanale

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La Tolleranza

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

La Tolleranza

Da un punto di vista massonico la tolleranza si collega al rispetto delle opinioni e alla libertà di ognuno e si intende come sentimento di solidarietà e fratellanza che non esclude la coesistenza di idee o fedi diverse.

Essenziale è avere coscienza che solo una coincidenza di principi di base può costituire un elemento di disciplina comune con cui proporsi al mondo in modo armonico e con la capacità di organizzare una proficua attività rivolta al miglioramento della persona.

Al contrario una mancanza di omogeneità intellettuale può provocare incertezza di propositi, indifferenza, ristagno nell’impegno verso il benessere dell’uomo e della società.

L’unità di pensiero sembrerebbe dunque essenziale per non smarrire il significato di confraternita iniziatica, per non ridurre il valore dei simboli a pura rappresentazione.

Questa unità di pensiero può portare ad un livellamento dei cervelli? Qualcuno lo afferma, ma in realtà non è così, perché è proprio il contrasto – confronto che nascono e si sviluppano idee costruttive ed il benefico fermento per la scoperta della verità.

L’unità di pensiero consiste nella consapevolezza di una esigenza di razionalità e nella capacità della ragione di giungere a risultati positivi al fine della conoscenza.

Nella fratellanza Massonica è lecito avere “avversari” quando si indicano mezzi diversi per conseguire un obiettivo comune; ma si hanno nemici.

Le divergenze non vertono mai sull’ideale e pertanto le discordanze si accettano e si superano nell’ottica della tolleranza che è spontanea espressione di armoniosa convivenza e che ci sostiene nelle controversie quando non è agevole giungere alla verità.

Tolleranza però, non vuol dire rispettare le opinioni manifestamente false e dannose, né è tolleranza l’indifferenza quando si teme di non poter superare l’ostacolo.

Se talvolta si concludesse che, tra dottrine diverse o contrastanti o antitetiche non ci fosse la possibilità di individuare un denominatore comune di civiltà e giustizia si incrinerebbe la più alta tra le finalità massoniche vale a dire che la verità è suscettibile di incremento e tende naturalmente verso la luce.

Dunque tolleranza può soltanto significare impegno severo nella libera esposizione di un meditato giudizio, ma anche la disponibilità totale ad ascoltare e valutare i giudizi altrui, nell’ottica di una comune ricerca dei mezzi più idonei a risolvere i problemi che si presentano.

E’ tolleranza, partecipare, ascoltare, contribuire con il proprio pensiero alla ricerca e farne tesoro dei risultati.

E’ tolleranza, adeguarsi con umiltà alla verità accertata ed ad essa iniformare la propria azione per ottenere il massimo sforzo, comune per il raggiungimento dei migliori risultati.

Il termine tolleranza, in senso più stretto, richiama ad accettare il “diverso” per educazione, cultura, fede, stato, etnia o razza.

La storia ha collezionato i motivi più diversi per cui a causa di atteggiamenti d’intolleranza si sono verificati dolorosi e inaccettabili attentati al diritto fondamentale dell’uomo: la libertà

Questi atti assumono la connotazione della schiavitù e del razzismo.

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L’AMICIZIA

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

L’AMICIZIA

Molto si è detto e scritto sull’amicizia ed ogni persona ne dà una propria interpretazione.

Per parlare dell’amicizia e di cosa è o dovrebbe essere, vorrei rifarmi alla scuola filosofica di Crotone il cui maestro era Pitagora.

Pitagora dice che il rapporto tra amici non può essere fondato sulla imitazione etica tra uomo e questa affermazione non fa altro che incentrare tutta la dinamica dell’amicizia nel senso della elezione esoterica, come unione fra uomini ed in relazione a questo l’amicizia potrebbe addirittura essere propedeutica come preparazione alla filosofia ed alla sapienza:

Non adirarsi con l’amico” dice Pitagora, è un consiglio che può essere capito soltanto vivendo l’amicizia, il che significa poi realizzare la conoscenza del rapporto, intimamente, nella sua essenzialità.

Il pensiero di Pitagora si incentra e si incontra nell’intimità del rapporto amicale che supera e a mio avviso trascende ogni altra relazione meramente sociale e profana.

Imitare l’amico nel parlare calmo celebra l’amicizia della parola; imitare l’amico nelle azioni utili evoca l’amicizia nell’onestà dei comportamenti; sollevare l’amico dall’ira esalta l’amicizia della reciproca tolleranza.

L’amicizia aggiunge Pitagora è una virtù, poiché senza virtù non vi può essere amicizia.

Il cemento del vincolo dell’amicizia è la stima, l’affetto, il condividere determinati valori, la propensione più a dare che a chiedere.

I Liberi Muratori celebrano la fratellanza, ma a mio avviso questa tematica non può prescindere dalla intima connessione all’antica tematica: quella dell’amicizia.

Sul piano istituzionale, nella tradizione e per tradizione, tutti i Liberi Muratori si chiamano fratelli e sono fratelli astrattamente e direi istituzionalmente per forza stessa dell’iniziazione.

Un Libero Muratore ogni volta che incontrerà, in ogni luogo del mondo un altro libero muratore, fuori o nel Tempio Massonico, riconoscerà in Lui istituzionalmente un Fratello.

Sul piano generale il discorso è semplice. C’è un’istituzione, c’è un vincolo iniziatici.

Diverso è il problema, quando dal piano generale ed istituzionale, si passa all’altro campo, al campo del gruppo di fratelli che operano nella loro officina.

Anche nell’Officina il vincolo fraterno è presente, ma è solo un labili supporto che va integrato in un rapporto più profondo, più intimo, più stretto che diventi premessa per un’aggregazione solida.

E’ evidente che nell’ambito d’una Officina al rapporto istituzionale della fratellanza, si innesta anche la relazione che viene a realizzare un numero ristretto di uomini per il lavoro e l’opera che essi devono e sentono di svolgere in una sorta di totale identità di legami, di sentimenti, di aspirazioni.

Ciascun gruppo costituisce una catena, che a sua volta diventa anello che si inserisce in una catena più ampia, in cui gli uomini operanti nella piccola comunità sono e devono restare uniti.

Ne consegue che gli uomini del gruppo devono vivere e operare in perfetta sintonia e sulla stessa lunghezza d’onda della reciproca comprensione e tolleranza: ecco perché la vita di gruppo è chiamata in gergo Massonico catena di unione, proprio perché costituisce un autentico circuito che si manifesta in un vincolo di assoluta, intima amicizia.

Il discorsi etico e di comportamento sull’amicizia va oltre il rapporto profano.

Se tra gli uomini d’una Officina non si raggiunge un’autentica, leale intimità di rapporti, mai potrà realizzarsi il superiore spirito di fratellanza muratoria, spirito che sia costruttivo e fondamento della simbolica catena di unione.

Su queste premesse vorrei concludere che un gruppo di fratelli liberi muratori devono essere innanzi tutto un gruppo d’amici ognuno dei quali pratica la propria vita simile a quella di altri fratelli, omogenea, congeniale, autentica scelta del proprio lavoro.

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Il Massone come esempio di vita.

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

Il Massone come esempio di vita.

Diceva Eraclito: “Rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori, la gloria eterna rispetto alle cose caduche.”

Questo frammento ci spinge a meditare sui tempi in cui viviamo.

Il mondo ha urgente bisogno di ideali, è dominato dall’avere, dal successo, dai desideri del superfluo, dalla paura di sbagliare.

L’uomo di oggi vive nell’incertezza e nell’insicurezza.

Non riesce a capire su quali basi debba progettare il proprio futuro.

E’ più informato ma meno sapiente e non si chiede che senso abbia la vita.

Non collega i dati con i significati.

E’ costretto a navigare su una piccola barca: non è più Ulisse.

Ogni aspetto della sua vita è coinvolto dall’indifferenza e dal cinismo.

In questa situazione si deve levare alto l’esempio di vita del Massone con i suoi ideali.

Egli è un uomo libero e di buoni costumi, è forte delle tradizioni iniziatiche del passato e propone l’unico strumento di vera pace che è la fratellanza tra gli uomini.

Il Massone si distingue per la sua sensibilità, per la sua formazione, per le riflessioni personali e le esperienze di vita vissuta, tutte chiavi che gli permettono di interpretare e comprendere la cultura generale.

Si educa secondo ideali di rettitudine, di fratellanza, di tolleranza, costituendo così l’esempio per coloro che lo circondano.

E’ attraverso questo lavoro di costruzione interiore che si sviluppa il “Conosci te stesso” che gli permette di prendere coscienza della piena realizzazione della sua spiritualità e gli dona la possibilità di vincere l’oscurità.

La sua aspirazione è orientata alla perfezione, che non è quella della potenza terrena, ma della ricerca di trascendenti conquiste e conoscenze.

Il Massone come Diogene, cammina con la sua lucerna fra mille dubbi ed ha la certezza che la sua ricerca non finirà mai, perché se giungesse a risultati definitivi, morirebbe il suo spirito di ricerca.

Nel corso del suo cammino non deve permettere che l’egoismo impedisca la sua elevazione spirituale, né che le lusinghe profane lo allontanino dalla verità, poiché essa è l’unica cosa che lo renderà sempre libero.

Coltivando valori come la virtù, la morale, la tolleranza potrà contrapporre all’egoismo imperante la solidarietà, l’insegnamento che viene dato al fratello durante l’iniziazione con l’abbandono dei metalli, il silenzio e l’umiltà.

Il Massone non si propone certo di cambiare il mondo, né vuole vivere distaccato dal mondo, perché la ricerca della verità e il proprio perfezionamento non possono svilupparsi nell’isolamento, ma si sforza di dare equilibrio e giustizia al rapporto tra gli uomini.

Ecco perché il Massone svincolato da ogni condizionamento politico, religioso, economico può impegnarsi liberamente per dare un contributo alla soluzione dei problemi che affliggono l’umanità.

La sua posizione è di assoluta obiettività perché vive e lavora solo per il bene dell’Umanità e non per tornaconto personale.

Allora, al mondo profano che lo circonda, deve donare i propri valori perché non basta predicare la tolleranza, la giustizia, la libertà, la fraternità, l’uguaglianza se poi non ci si impegna a fondo per far capire che ogni uno può conservare le proprie abitudini culturali e la propria individualità rispettando e tollerando quelle altrui.

Il Massone non può e non deve sottrarsi alla sfida del nuovo millennio che sono costituite dai gravi problemi derivanti dalla crescita mondiale, dalla miseria di gran parte degli abitanti del pianeta, dagli stessi problemi di convivenza.

E’ giunta l’ora di studiare nuove strategie che permettano la comunione e la convivenza tra gli uomini di etnie diverse: i nostri tempi hanno visto il rinfocolarsi di integralismi religiosi, di nazionalismi, di ignoranza e povertà ed il Massone con i suoi principi deve contribuire alla costruzione di un nuovo tempio.

Per concludere il Massone in definitiva è colui che organizza la propria esistenza per contribuire al perfezionamento di quella opera d’arte che è la vita dell’intera umanità.

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A MIO FRATELLO APPENA INIZIATO

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

Perchè siamo uomini liberi e di buoni costumi

Perchè siamo uomini liberi e di buoni costumi

Al mio Fratello appena iniziato.

Nei momenti di pausa, mi dico: fai una tavola e cerca di essere breve e semplice.
Questo però, se mi è consentita la battuta è come commissionare un delitto perfetto in un film giallo: fai un lavoro veloce e pulito.

Cercherò di essere breve, ma quanto alla semplicità sorge un problema.
Si può essere semplici fino ad essere elementari sino ad essere primitivi, ma giunti a tale soglia nessun messaggio può essere inviato,poiché nessuno sarebbe in grado di recepirlo.
Non è possibile pretendere che un messaggio elaborato o significativo non indossi una veste sofisticata se non rinunciando al messaggio stesso.

La Massoneria è un mondo complesso, che vive e si confronta con un mondo “ profano” anch’esso complesso e per di più drammatico, dove le soluzioni banali non servono e non risolvono nulla.

Per cui caro fratello iniziato, non ha alcun senso entrare in Massoneria, se ci si aspetta di trovare un ambiente dove vivono i pregiudizi e le banalizzazioni del mondo profano.
Se sei un Massone significa esattamente che hai rinunciato alla soluzione semplice.

Pertanto caro Fratello ti vorrei suggerire di sviluppare una consapevolezza ancora più forte della sofferenza da alleviare e dei problemi che ci sono da risolvere nel mondo. Perché è questo il compito per cui la Massoneria si è costituita: un simbolico esercito “nascosto” di uomini votati al bene.
Non vivere la Massoneria passivamente: non c’è già più tempo.

Caro fratello appena iniziato, non sentirti deluso quando incontrerai dei fratelli che non corrispondono all’immagine che potevi essertene fatta: tieni gli occhi sulla Massoneria, non sui singoli MASSONI, su ciò che essa rappresenta poiché è solo ad essa e alla tua coscienza che dovrai rendere conto.
Prima che venissi iniziato un mio caro fratello mi disse “Ricordati che la Massoneria sei tu”.
Caro Fratello ora sei solo un apprendista: non indugiare, Non attendere l’elevazione ad un grado miracolante.

Tutto ciò che la Massoneria potrà essere o non essere per te, tutto ciò che essa ti potrà concedere o negare, tutto ciò che ti potrà dare in termini di gratificazione o di delusione, sono tutte cose che non dipendono da cosa la Massoneria è o non è, ma dipendono interamente da come tu interpreterai la Massoneria.
La Massoneria è come una bella macchina dentro la quale ti siedi: vedi il volante, i comandi, il motore, intuisci la sua potenza, però non cammina.

Sappi caro fratello che questa macchina non camminerà mai se tu non la metterai in moto e la guiderai. Perciò ricorda che in realtà non esiste alcuna cosa che tu, in quanto apprendista, non possa fare e che invece in quanto maestro tu potresti fare.
Ciò che non sarai pronto a fare da Apprendista, non la farai neppure da Maestro, poiché non sono i gradi che nobilitano l’uomo, ma è l’uomo che con la sua vita i suoi ideali ed il suo esempio nobilita il grado.

Perciò non indugiare: non c’è più tempo, ed ogni minuto che passa, passa invano. Non pensare se il mondo profano o la Massoneria stessa possano meritare o non meritare il tuo lavoro, non pensare se il mondo profano così intessuto di dolori, ma anche di grassa viltà e plateale ignoranza possa meritare o non meritare i nostri sforzi.
La verità è, che se anche una persona è o è diventata più povera, siamo tutti più poveri, perché siamo tutti sulla stessa barca sia economicamente, politicamente, umanamente, socialmente e simbolicamente.

In conclusione, caro fratello ricordati di lavorare sempre per il bene generale, concependo le cose con il più ampio respiro possibile, rinunciando alla soluzione semplice, rinunciando al particolarismo, alle paure, alle viltà.
Tu sei un Massone: pensa progetta e lavora solo per il bene dell’umanità, pur sapendo che forse è perfettamente inutile; lasciandoti spronare e nobilitare e non inibire e demotivare dal comune senso di inutilità e precarietà,perché fra meno di cinque minuti potremo essere tutti uomini morti.


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L’urtima volontà

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

L’urtima volontà

Nun ve mettete a piagne, per piacere,

se come tutti gli esseri mortali,

morendo io v’ho dato un dispiacere;

er pianto nun guarisce certi mali.

Capisco ch’è no sfogo naturale

Ma er pianto a me, me porta male.

Po’ succede così ch’er Padreterno

Invece de mannamme in Paradiso,

se sbaja mannannome all’inferno.

Se invece me fate un ber sorriso,

me salverò dar foco e da le pene,

e vado diritto diritto in Paradiso,

perché ridenno me porta bene.

Sono io

Sono io

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Ciao mondo!!

Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 7, 2008

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